Le norme della manovra rischiano di paralizzare il settore delle costruzioni

Il Comitato di Presidenza dell’Ance, riunitosi oggi per valutare le prospettive del settore alla luce delle disposizioni contenute nella finanziaria, ha confermato la linea fortemente critica della categoria sia nei confronti della manovra economica sia rispetto all’atteggiamento politico del Governo verso ‘industria delle costruzioni che, pure, in questi anni ha dato un importante contributo a Pil e occupazione.
“Il Governo – ha dichiarato il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti – sembra non tenere in conto il ruolo di sostegno all’economia che il nostro settore ha svolto e continua a svolgere, e questo rischia di avere gravi effetti sia sul nostro sistema imprenditoriale che sulle prospettive competitive del Paese.
È una situazione preoccupante, che torneremo a fare presente ai rappresentanti dell’Esecutivo e sulla quale ci aspettiamo di ottenere il necessario ascolto.”
Molte misure adottate sul piano fiscale – come, solo per citarne qualcuna, la norma che fa riferimento al valore “normale” di mercato dei beni immobili ai fini tributari o quella che obbliga l’appaltatore a versare l’Iva dovuta dai subappaltatori, o ancora la norma che prevede l’innalzamento dell’imposta di registro dall’1% all’11% sui trasferimenti di aree e di fabbricati da ristrutturare – non solo penalizzano ingiustificatamente le imprese ma stanno rallentando l’operatività del settore fino a paralizzare il mercato.
A questo si aggiunge che manca, nella manovra economica del Governo, qualsiasi indicazione strategica sul ruolo del settore, sullo sviluppo delle città, sul problema della casa, che rappresentano oggi i veri problemi aperti del Paese.
Occorre quindi un’immediata inversione di rotta, che l’Ance ha già chiesto al Governo, e che si aspetta di vedere concretizzata negli incontri in programma nei giorni a venire.

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