La casa di pietra

L’edificio progettato da Arturo Montanelli sorge a Varenna, un comune a pochi chilometri di distanza da Lecco, su un ripido lotto di progetto, organizzato a terrazzamenti e stretto tra il limite superiore della linea ferroviaria, che da Lecco conduce a Sondrio, e quello della sottostante strada statale, con il borgo di Fiumelatte allineato ad essa, che costeggia il lago di Como.
La volontà di non intaccare il suolo con la costruzione e di godere al massimo delle splendide viste del lago ha portato il progettista a ideare un edificio compatto, di due piani fuori terra, con sviluppo prevalentemente verticale ad esclusione del piano seminterrato contenente l’ingresso della casa e il locale taverna, che, sfruttando uno degli originari terrazzamenti, assume andamento prevalentemente orizzontale.
L’impianto distributivo dei tre livelli su cui si sviluppa la costruzione è estremamente razionale. Dal quadrato di base di 9.5 metri di lato viene scorporata la scala principale che collega verticalmente tutti i piani.
Il piano terra a doppia altezza è destinato alla zona giorno, organizzata ad open space, dove l’ambiente cucina è individuato dal soppalco,destinato alle funzioni di gioco e relax, che fraziona lo spazio.
Al piano superiore le camere da letto occupano la porzione centrale di ogni lato del quadrato di base e le zone di servizio gli angoli del poligono, mentre, nel sottotetto, è ricavato un locale per il gioco dei bambini.
Nel piano seminterrato, che si apre con ampie vetrate sulla piscina esterna, vi è una vasta zona soggiorno e l’accesso ai locali tecnici e di servizio.
Come in molti altri edifici che contraddistinguono l’opera di Arturo Montanelli il progetto è l’occasione per sperimentare l’utilizzo di materiali nuovi e antichi nei loro caratteri organici.
Pietra, legno, acciaio corten e vetro sono sapientemente combinati per mettere in risalto la natura essenziale di ciascun materiale.
Le murature perimetrali dell’edificio sono fortemente connotate dalla finitura esterna di grandi blocchi di pietra calcarea provenienti dallo scavo, lavorati in cantiere e posati, con ampie fughe di malta, con la tecnica “raso pietra” caratteristica della zona. Il rivestimento di pietra consente alla costruzione di radicarsi al suolo e trasmette attraverso la sua gravità un forte senso di appartenenza al luogo, facendo dell’edificio una sorta di prolungamento della montagna verso il cielo.
A contrastare la massa della costruzione vi è la gronda di vetro che ha permesso di evitare le forzature d’ombra orizzontali “ingentilendo ed ammorbidendo” la presenza volumetrica dell’edificio, che nella luce serale del tramonto quasi si confonde con il profilo delle montagne retrostanti.
Il controllo delle condizioni climatiche e il risparmio energetico sono stati fondamentali nel progetto dell’edificio.
La stratificazione delle pareti verticali esterne, che comprende il tamponamento di termolaterizio, un isolamento di lastre di polistirene espanso ad alta densità di 10 cm di spessore, e lo spesso rivestimento di pietra, realizza un involucro massivo dotato di una notevole inerzia termica, che riducendo lo sfasamento termico assicura un comfort ambientale ottimale.
Per i componenti finestrati sono stati utilizzati prodotti e tecnologie a elevate prestazioni.
Il telaio di alluminio dei serramenti è a taglio termico, i vetri sono bassoemissivi e con doppia camera con interposto gas argon, che possiede proprietà isolanti più elevate rispetto alla comune aria disidratata. L’utilizzo di vetrate isolanti evolute riduce di circa un terzo le dispersioni di calore delle superfici vetrate rispetto a una vetrata isolante tradizionale,portando la trasmittanza U a circa 1,2 W/m2K.
Per migliorare il comfort e il benessere ambientale in fase invernale, in relazione alla grande massa radiante delle finestre, al piede delle superfici vetrate sono posizionate delle intercapedini tecniche contenenti i radiatori schermate da griglie di doghe di legno di castagno realizzate, come le soglie del serramento, a filo pavimento per non ostacolare la continuità tra interno ed esterno. La lama d’aria calda prodotta dal radiatore che lambisce la superficie vetrata scongiura anche durante le punte di massimo rigore invernale il fenomeno della condensazione sui vetri e garantisce una temperatura del vetro finestra molto vicina a quella interna.
Il sistema integra, inoltre, l’impianto di riscaldamento a pannelli radianti alimentato da una caldaia a condensazione a maggiore resa energetica, con sistema di gestione computerizzato delle temperature scorrevoli in relazione ai dati di temperatura esterni registrati da sonde.
A carattere sperimentale è prevista in fase estiva la possibilità di far circolare acqua a 8- 10°C di temperatura nei radiatori delle intercapedini tecniche sottofinestra realizzando così una sorta di travi fredde.
Per controllare il surriscaldamento estivo e l’oscuramento delle vaste superfici vetrate sono state realizzate veneziane esterne di alluminio, avvolgibili, orientabili elettricamente e dotate di sensori di pressione del vento.
La configurazione, il dimensionamento e la posizione delle aperture esterne realizzano buone condizioni naturali di ricambio d’aria ristabilendo le condizioni di equilibrio termoigrometrico e la salubrità dell’aria interna.

Il progetto verde
Il progetto del verde si articola intorno all’idea guida di realizzare due linee per lo sviluppo delle essenze con significati simbolici. La linea dei cipressi, simbolo “urbano”, unisce quattro aree localizzate a protezione della casa a partire dal bosco a sud che delimita il lotto di progetto, per stendersi a est, verso il confine con la linea ferroviaria che collega Lecco a Sondrio, e infine a nord verso il vicolo pedonale in salita che costeggia la proprietà e collega la strada provinciale alla stazione ferroviaria. La linea degli ulivi, simbolo “rurale” associato all’abitare, avvolge come un abbraccio la casa lungo i limiti est, nord e ovest della proprietà, raccordandosi con il bosco a sud.
A rafforzare la protezione dall’ambito “urbano” vi sono le due siepi di confine a est e a sud. Quella di foglie secche e bacche a est verso la linea ferroviaria è realizzata da essenze miste Fagus Sylvatica, Crataegus Lavallei – Crataegus Azarolus e Rosa Canina. È una siepe a foglie caduche che, grazie alla particolarità del Fagus Sylvatica di conservare le foglie secche sull’albero in inverno fino a quando la pianta va in vegetazione in primavera, si caratterizza per la costante presenza delle foglie che cambiano il loro colore con il susseguirsi delle stagioni, dal verde chiaro, al rosso, al marrone bruciato. La siepe verso il vicolo è spinosa e protegge l’abitazione senza rendere necessario un muro di confine.
Sui limiti della casa, in corrispondenza dei grandi serramenti scorrevoli che collegano la zona giorno con il giardino, vi sono cespugli e siepi con essenze aromatiche, mentre presso la piscina a sud, dove il lotto è più soleggiato, è realizzato un “giardino delle erbe” con piante mediterranee.

L’uso sapiente dei materiali
La pietra locale lavorata a spacco, che riveste le pareti esterne e caratterizza l’intera pavimentazione interna ed esterna, è combinata con il calcestruzzo armato a vista dei solai e dei gradini a sbalzo della scala interna, con l’acciaio corten e il legno di castagno del soppalco e con il vetro serigrafato della copertura, mettendo in risalto la natura essenziale di ogni materiale.
La massa muraria è fortemente connotata dalla finitura esterna di grandi blocchi di pietra calcarea provenienti dallo scavo, lavorati in cantiere e posati con ampie fughe di malta. La stratificazione delle pareti verticali esterne, che comprende il tamponamento di termolaterizio, un isolamento di lastre di polistirene espanso ad alta densità di 10 cm di spessore e lo spesso rivestimento di pietra, realizza un involucro massivo dotato di una notevole inerzia termica.
Il rivestimento murario di pietra è realizzato con la tecnica “raso pietra” caratteristica della zona. La pietra, lavorata a spacco in conci di varia dimensione e con spessore di circa 20 cm, è stata posata per corsi, creando muri autoportanti affiancati alla faccia esterna del tamponamento di termolaterizio e a esso ancorati puntualmente per mezzo di tasselli di espansione. Per rendere stabile la muratura di pietra e conservare la regolarità di allineamento dei corsi si è provveduto poi, previa interposizione di una rete elettrosaldata tra la struttura muraria di termolaterizio e il muro di pietra, all’imbottitura di malta dell’intercapedine, dando così origine a una muratura composita di cui il rivestimento lapideo diventa parte integrante.
La gronda dell’edificio è realizzata in lastre di vetro temperato stratificato 8+1,52+8 mm, rese semitrasparenti da un trattamento serigrafico con grado di copertura pari al 25%. Le lastre di vetro hanno una pendenza del 2%, che garantisce il perfetto scolo delle acque meteoriche nel canale della copertura di rame, e sono dotate di un sistema di ugelli per il lavaggio automatico dei vetri. Per facilitare lo scolo delle acque meteoriche dalla gronda nel canale di rame il lato della lastra di vetro prossimo alla copertura è dotato di un gocciolatoio di acciaio inox di 2 mm di spessore.
Il tetto ventilato ha struttura di legno e manto di copertura di lastre di rame 8/10 graffate in opera. La guaina impermeabilizzante scongiura ogni eventuale infiltrazione di acqua meteorica.

Serramenti scorrevoli ad alte prestazioni
Gli ambienti giorno e quelli notte sono proiettati verso l’esterno per mezzo delle ampie vetrate scorrevoli a tutta altezza che incorniciano le splendide viste del lago e interrompono all’esterno la solida massa di pietra della costruzione.
Per i componenti finestrati sono state realizzate vetrate isolanti evolute. Il telaio di alluminio dei serramenti è a taglio termico, i vetri sono bassoemissivi e con doppia camera con interposto gas argon. Per migliorare il comfort e il benessere ambientale in fase invernale in relazione alla grande massa radiante delle finestre, al piede delle superfici vetrate sono posizionate delle intercapedini tecniche contenenti radiatori, schermate da griglie a filo pavimento realizzate da doghe di legno di castagno. La lama d’aria calda che lambisce la superficie vetrata scongiura anche durante le punte di massimo rigore invernale il fenomeno della condensazione sui vetri e garantisce una temperatura del vetro finestra molto vicina a quella interna.
A carattere sperimentale è prevista in fase estiva la possibilità di far circolare nei radiatori delle intercapedini tecniche sottofinestra acqua a 8/10 °C, realizzando così una sorta di travi fredde che, sfruttando l’inerzia del fluido, raffrescano la massa d’aria movimentata dalle aperture a vasistas della parte alta dei serramenti della zona giorno e delle porzioni apribili del lucernario del vano scala.
Il controllo del surriscaldamento estivo e l’oscuramento delle superfici vetrate avviene con veneziane esterne di alluminio avvolgibili e orientabili elettricamente, dotate di sensori di pressione del vento.

La scala hitchcockiana
La scala è realizzata da gradini a sbalzo di calcestruzzo armato a vista, fissati alla muratura con tasselli chimici, e pedate in doghe di legno di castagno di 3 cm di spessore.
I parapetti sono realizzati da tubolari a sezione quadra 20×20 mm e cavi di acciaio inox di diametro 6 mm. I parapetti sono serrati tra quattro coppie di angolari di acciaio corten 35×35 mm e 70×70 mm collocati agli angoli della tromba delle scale.
Le coppie di angolari con funzione di tirante sono ancorati superiormente alla struttura di tubolari quadri di acciaio corten, 200x10x8 mm, di supporto della copertura trasparente, e inferiormente al pavimento di pietra del piano terra per mezzo di tenditori di acciaio inox.

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