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A Venezia le “Olimpiadi dei ponti e delle infrastrutture” | 31/07/2010 |
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Venezia, “Città dell’Acqua, dei Ponti e dei Canali” è stata scelta dall’International Association for Bridge and Structural Engineering (IABSE) per svolgere in Italia il suo prossimo Congresso annuale, considerato il più importante appuntamento mondiale dedicato al mondo dell’architettura e dell’ingegneria strutturale.
A queste vere e proprie “Olimpiadi dei ponti e delle infrastrutture”, parteciperanno circa 800 specialisti tra ingegneri strutturali, architetti, designer, appaltatori, ricercatori, developer tra i più noti e stimati di tutto il mondo per discutere lo stato dell’arte dell’industria edile e le sue tecnologie più all’avanguardia, oltre che le loro applicazioni attuali e future.
Il Simposio IABSE si svolgerà al Lido di Venezia dal 22 al 24 Settembre 2010 e avrà per tema: “Grandi strutture ed infrastrutture per aree urbanizzate nel rispetto dell’ambiente”.
Si tratta di un appuntamento di grande respiro scientifico e di assoluto livello internazionale che giunge alla sua 34° edizione, organizzato dal Gruppo Nazionale Italiano IABSE, in collaborazione con le Università IUAV di Venezia, Milano e Trento, congiuntamente con Torino, Roma e Napoli e con il supporto del Consorzio Wylford di Milano.
Venezia è stata scelta per la sua tradizione pluricentenaria di ingegneria civile ed idraulica, nonché per le eccezionali abilità maturate nel preservare lo stato di perfetto funzionamento delle vie d’acqua, dei monumenti e delle strutture di particolare valore tecnico ed artistico.
L’Università IUAV vanta una scuola di ponti e strutture speciali che ha pochi rivali sulla scena internazionale ed anche recentemente ha ospitato congressi di fama internazionale su importanti argomenti riguardanti ingegneria civile ed architettura. E con i suoi 450 ponti, la “Serenissima” è la capitale indiscussa di questo particolare tipo di struttura. Tra i suoi più famosi capolavori: il Ponte di Rialto, il Ponte Accademia, il Ponte Scalzi ed il recente Ponte della Costituzione.
Venezia è stata perciò considerata dal comitato internazionale di IABSE come la sede ideale per un appuntamento professionale e accademico che si articolerà in 3 giornate di studio e dibattito e che si occuperà di tutti gli aspetti rilevanti delle molte sfide che l’Ingegneria Civile deve affrontare oggi.
“Essere scelti da IABSE per ospitare il più importante evento mondiale del settore è motivo di orgoglio e soddisfazione. La manifestazione mancava dal nostro paese da trent’anni. Il fatto che torni in Italia in questo momento non è casuale, ma premia l’impegno costante nel processo di modernizzazione delle principali opere ingegneristiche ed architettoniche attuato nel nostro paese”, spiega il Prof. Enzo Siviero, Presidente del Comitato Organizzativo IABSE e Ordinario di Ponti allo IUAV – Facoltà di Architettura di Venezia.
“Negli ultimi anni ad esempio, Venezia ha affrontato la sfida straordinaria di proteggere la città dalle inondazioni, grazie al sistema di paratie mobili chiamato MOSE, in fase di ultimazione. E poi la recente ultimazione del Bypass di Mestre, parte del Corridoio 5 che collegata l’est e l’ovest dell’Europa, estendendosi da Kiev a Lisbona; o la realizzazione dei ponti dell’Alta Velocità; a livello nazionale, il Ponte di Messina è un simbolo di questa spinta positiva e potrebbe trasformare la crescita sociale ed economica in Calabria e Sicilia, creando una nuova metropoli diffusa attraverso lo Stretto tra Reggio Calabria e Messina. Per non parlare della ricostruzione de L’Aquila e di altre opere di grande interesse e complessità che verranno analizzate a Venezia nel corso del Simposio IABSE”.
“Siamo perciò fiduciosi – conclude Siviero - che il Simposio di Venezia sarà un importante evento che contribuirà a promuovere l’ingegneria scientifica ad altissimi livelli, facendo conoscere ad un pubblico molto qualificato le eccellenze della ricerca tecnologica ed architettonica italiana”.
Per ulteriori informazioni
http://www.iabse.org/index.php
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BUONE VACANZE DA INFOBUILD | 31/07/2010 |
Cari lettori,
anche quest'anno sono finalmente giunte le tanto sospirate vacanze. Noi della redazione saremo assenti dal 2 al 29 Agosto, ma Infobuild non riposa mai! Per chi di voi vorrà navigare nel mare del web, troverà l'home page di www.infobuild.it sempre aggiornata.
A tutti voi auguriamo un periodo di grande riposo e serenità.
BUONE VACANZE e... arrivederci a settembre!
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NEXT STOP M9, a new Museum for a New City | 31/07/2010 |
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Il 27 agosto 2010 nell’ambito della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, alle ore 20.00, avrà luogo la Premiazione del Concorso Internazionale di Architettura che inaugurerà la mostra M9 - A new Museum for a New City.
Agence Pierre-Louis Faloci (Francia), Carmassi Studio di Architettura (Italia), David Chipperfield Architects (Gran Bretagna/Italia), Mansilla+Tuñón Arquitectos (Spagna), Sauerbruch Hutton (Germania) e Souto Moura Arquitectos (Portogallo), sono i sei studi di architettura chiamati a partecipare al concorso internazionale per M9, il nuovo polo culturale che sorgerà nel cuore di Venezia-Mestre, organizzato dalla Fondazione di Venezia che di questo progetto e del futuro spazio culturale, è ideatore e promotore.
Data la particolarità dell’intervento, in cui la realizzazione della nuova architettura dovrà integrarsi con un edificio storico, la Fondazione, con la consulenza di Francesco Dal Co e grazie alla collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, ha deciso di invitare al concorso professionisti di grande livello, noti per la loro progettazione museale ma soprattutto per la loro sensibilità nei confronti del contesto: Massimo Carmassi, David Chipperfield, Pierre-Louis Faloci, Luis Mansilla ed Emilio Tuñón, Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, Eduardo Souto de Moura sono stati scelti proprio per essere architetti poco inclini a soluzioni stravaganti, composti nel modo di esprimersi e capaci di rispondere in maniera concreta ai temi e ai problemi che un intervento complesso come M9 esige.
Gli studi, infatti, sono stati chiamati a riflettere su un polo contenente tre distinte funzioni: quella museale (è un edificio di grandi dimensioni quello che dovranno progettare ex novo), quella commerciale (ospitata nel corpo preesistente) e quella terziaria, articolato mosaico non facile da comporre che i concorrenti hanno risolto in modo originale e straordinariamente affascinante.
L’impostazione data al concorso sottolinea la specificità e la serietà di un progetto che ha coinvolto amministrazioni pubbliche e organi di tutela e che si differenzia in maniera sostanziale da altri esempi in cui un ente banditore procede per inviti. Con un’innovazione assai significativa, si è preferito sottoporre agli architetti un vero e proprio contratto di prestazione. I professionisti sono stati infatti chiamati a rispondere in modo omogeneo e facilmente confrontabile in sede di valutazione, sia sul piano progettuale sia sugli impegni che ciascun progetto comporterà.
Ma non si potranno comprendere i diversi progetti del futuro contenitore senza soffermarsi sulla complessità del contenuto.
Cosa sarà M9?
Sarà un museo di respiro internazionale, di nuova generazione, polifunzionale e poliedrico, e per questo M9 rappresenta un passo importantissimo per l’affermazione dell’identità culturale della ‘terraferma’ veneziana, e allo stesso tempo si propone come un esperimento ambizioso di elaborazione di un nuovo standard museale applicato ad un tema difficile e importante qual è quello del raccontare la storia del Novecento.
La complessa struttura ospiterà infatti il Museo del ’900, dedicato alle grandi trasformazioni sociali, economiche, urbanistiche, ambientali e culturali occorse nel XX secolo, museo motore e catalizzatore delle proposte e dei fermenti culturali, un luogo di apprendimento sì, ma anche una piazza in cui confrontare le idee e gli stimoli ricevuti da esposizioni interattive, allestimenti multisensoriali, conferenze e convegni.
Ma non solo: è previsto anche uno spazio espositivo per mostre temporanee, servizi didattici e formativi, dedicato ai temi della contemporaneità e ai settori emergenti dell’economia e della creatività come fotografia, architettura, design, grafica, cinema, comunicazione, pubblicità; una mediateca-archivio del ’900, in cui sarà possibile consultare filmati, registrazioni audiovisive, materiali radiofonici, archivi fotografici e testuali in formato elettronico; un auditorium per convegni, conferenze e presentazioni.
Un nuovo polo culturale e commerciale simbolo del rilancio architettonico e urbanistico di un territorio.
Questo vuole essere M9, progetto multiforme e complesso che risponde a un’esigenza ed a un’aspirazione da anni condivisa dai cittadini delle quattro municipalità della terraferma veneziana: avere uno spazio museale e un centro di produzione culturale in linea con le più innovative esperienze europee.
www.fondazionedivenezia.org
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Al via la terza edizione degli Holcim Awards: nuove prospettive per il futuro | 30/07/2010 |
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La 3a edizione del concorso internazionale Holcim Awards con premi complessivi per 2 milioni di dollari è aperta a progetti di edilizia sostenibile.
Gli Holcim Awards sono un’iniziativa di Holcim Foundation for Sustainable Construction, con base in Svizzera. Le candidature devono essere presentate online (solo in lingua inglese) sul sito www.holcimawards.org entro il 23 Marzo, 2011. Il concorso celebra sia progetti tangibili, innovativi e orientati al futuro sia visioni ed è aperto a chiunque sia coinvolto in approcci di edilizia sostenibile.
La 3a edizione degli Holcim Awards comprende cinque concorsi a livello regionale che si terranno nel 2010-2011 e una fase globale nel 2012. Le istruzioni guida su come partecipare sono disponibili sul sito: www.holcimawards.org/guides
Holcim Awards (categoria principale) e “Next Generation” (categoria aperta agli studenti)
La categoria principale del concorso è aperta ad architetti, progettisti, ingegneri, costruttori che dimostrino di dare risposte sostenibili ad aspetti tecnologici, ambientali, socio-economici e culturali connessi alle costruzioni e all’edilizia. I progetti per essere ammissibili devono essere in una fase avanzata di progettazione e non essere entrati nella fase esecutiva (o nella produzione commerciale nel caso di materiali, prodotti o tecnologie di costruzione) prima del 1 Luglio 2010. Inoltre, gli Holcim Awards sono alla ricerca di visioni e idee ancora in uno stadio concettuale per la categoria speciale “Next Generation”, aperta a progetti realizzati da studenti nell’ambito di programmi dell’ultimo anno di università o di corsi post-laurea (inclusi Master e PhD).
Misurandosi con i “target issues” dell’edilizia sostenibile
Le candidature sono valutate da giurie indipendenti in cinque regioni del mondo, sulla base di cinque criteri o “target issues” che definiscono l’edilizia sostenibile. Tre dei cinque parametri sono allineati alla triple bottom line dello sviluppo sostenibile e bilanciano aspetti economici, ambientali e sociali. Gli altri riguardano l’impatto estetico, l’inserimento nel contesto territoriale, l’innovazione e la trasferibilità. Per maggiori dettagli: www.holcimawards.org/target
Architetti e accademici rinomati a livello internazionale come membri delle giurie
Le giurie nei cinque concorsi regionali includono esperti di edilizia sostenibile, come Angelo Bucci (Brasile), Raymond J. Cole (Canada), Wowo Ding (Cina), Harry Gugger (Svizzera), Bjarke Ingels (Danimarca), Sheila Kennedy (USA), Ashok B. Lall (India), Winy Maas (Olanda), Jürgen Mayer H. (Germania), Mohsen Mostafavi (USA), Amer Moustafa (Emirati Arabi Uniti), Lucy Musgrave (UK), Olivia la O’Castillo (Filippine), Joe Osae-Addo (Ghana), Michel Rojkind (Brasile), Hashim Sarkis (Libano), Bruno Stagno (Costa Rica), Gunawan Tjahjono (Indonesia). Una lista completa dei membri delle giurie è disponibile sul sito: www.holcimawards.org/jury
Supportati da università rinomate in campo tecnico a livello mondiale
I concorsi Holcim Awards si svolgono in partnership con alcune delle università tecniche più prestigiose a livello mondiale. Il Swiss Federal Institute of Technology (ETH Zurich) guida il Technical Competence Center di Holcim Foundation. Altre università partner che ospitano le giurie indipendenti dei vari concorsi sono: Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge, USA; Universidad Iberoamericana (UIA) di Città del Messico, Messico; École Supérieure d’Architecture de Casablanca (EAC) in Marocco e Tongji University (TJU) a Shanghai, Cina. L’Universidade de São Paulo (USP), Brasile, e l’University of the Witwatersrand (Wits) a Johannesburg, Sud Africa, sono università associate a Holcim Foundation.
100 progetti vincitori nelle prime due edizioni degli Holcim Awards
La 2a edizione del concorso Holcim Awards 2008/2009 ha registrato circa 5000 progetti provenienti da 120 Paesi. I 52 progetti vincitori includono quelli premiati a livello globale: Holcim Awards Oro – River remediation and urban development scheme, Fez, Marocco. Argento – Low-impact greenfield university campus, Ho Chi Minh, Vietnam. Bronzo – Sustainable planning for a rural community, Pechino, Cina. Premio “Innovazione”– Self-contained day labor station, San Francisco, USA. Dettagli sui 100 progetti vincitori del 1o e 2o ciclo di competizioni sono disponibili sul sito: www.holcimawards.org
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Town@house Street: suite di lusso nei negozi sfitti | 30/07/2010 |
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L'Assessorato al Turismo del Comune di Milano ha lanciato un nuovo progetto per l'accoglienza di turisti e visitatori in città.
Il concept, ideato da Alessandro Rosso e dall'architetto Simone Micheli, curatore degli interni, ha portato al recupero e riqualificazione di antichi spazi commerciali trasformati in inedite suites.
Le prime quattro situate in Via Goldoni 33, sono state inaugurate in occasione dell'ultimo Salone del Mobile.
L'assessore al turismo Massimiliano Orsatti ha sottolinetao "Ciò che ha spinto l’Amministrazione ad appoggiare con entusiasmo questo progetto oltre all’innovativo concetto di ricettività è la sua capacità di coniugare, esaltandole, due indiscutibili eccellenze tutte meneghine, la grande tradizione alberghiera e la ricerca creativa del design. Un connubio che genera nuovi spazi urbani che raccontano l’identità più intima di una città. Luoghi di ieri ritrovati e portati a nuova vita per divenire simbolo e segno delle città in cui si soggiorna.
L'ideatore del nuovo concept di riqualificazione urbana Town@House Street Alessandro Rosso ha aggiunto:
"In questo modo il concetto di 'jet leg' che si sente viene superato. Quando si viaggia soli e si sta nella camera 1032 al 16° piano di un albergo ci si sente isolati. Nei Town@House Street invece si è immersi nella città, nella sua velocità, nel suo movimento, si possono osservare le luci della strada, entrare a contatto con il paesaggio, con i suoi abitanti, come si fa al tavolino di un bar all'aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna di viaggio. Ci si sente vivi mentre si guarda la città. Una casa con tutti i plus dell'albergo, con i servizi da hotel si ha un proprio spazio".
Alla realizzazione di questo progetto, che scardina gli stereotipi dell'albergo tradizionale, hanno contribuito grandi aziende internazionali, fra cui Fiandre, Iris Ceramica e Technokolla.
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A Expoedilizia un premio per il talento e la creatività femminile  | 29/07/2010 |
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Sulla scia del successo della scorsa edizione, torna anche quest’anno il Premio Architettura Sostenibile, che intende premiare il talento e la creatività femminile in tema di sostenibilità ambientale.
L’iniziativa, ideata e promossa da ROS, società partecipata da Senaf e Fiera Roma, è nata con l’obiettivo di onorare la memoria di Raffaella Alibrandi, Amministratore Delegato di Fiera Roma fino al 2006 e da sempre in prima linea per la valorizzazione delle donne nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria, come testimoniato anche dalla carica, ricoperta dal 2001, di Presidente del Comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Roma.
Il concorso rappresenta un’iniziativa di particolare valore, soprattutto alla luce di un tema tutt’ora controverso, le quote rosa, che in particolare nel nostro paese, non hanno ancora raggiunto gli obiettivi sperati. Proprio nell’ambito delle energie rinnovabili, è stata da poco avviata un’analisi a cura dei ricercatori del Progetto WiRES - Women in Renewable Energy Sector che ha l’obiettivo di indagare il ruolo del dialogo sociale al fine di incrementare i tassi di occupazione femminile e migliorare le condizioni di lavoro nel settore che vede una forte predominante maschile.
Il Premio Alibrandi, in questo scenario, intende dar voce all’ingegno di giovani menti femminili, con l’auspicio che possano trovare una meritata collocazione nel mercato del lavoro.
La giuria del concorso, presieduta dal Prof. Arch. Tommaso Valle, premierà con 3 borse di studio, del valore complessivo di 6.000 euro, i progetti e/o Tesi di Laurea /Dottorato di Ricerca, che abbiano come oggetto il tema dell’ecologia e della riduzione dell’impatto ambientale degli edifici.
Alla prima classificata verrà consegnato un premio del valore di 2.500 euro e avrà l’opportunità effettuare uno stage, della durata di 6 mesi, presso lo Studio Valle Progettazioni. La seconda e la terza classificata beneficeranno, rispettivamente, di un riconoscimento dell’importo di 2.000 e 1.500 euro. Tutti i partecipanti al concorso che presenzieranno anche alla cerimonia di premiazione, che si terrà nell’ambito della 4^ edizione di Expoedilizia, presso Fiera Roma dall’11 al 14 novembre 2010, riceveranno in omaggio un abbonamento annuale ad una prestigiosa rivista di progettazione.
Il bando del concorso è scaricabile sul sito
www.expo-edilizia.it
Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati, è il 15 settembre 2010.
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L’architettura nell’era dell’edilizia “socievole” | 29/07/2010 |
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L’edilizia sociale nel nostro Paese ha una storia antica: già nel lontano 1904 una legge dello Stato ne definiva le premesse logiche e metodologiche.
Se si potesse riassumere un secolo e più di storia con poche parole, si potrebbe affermare come l’edilizia sociale si sia progressivamente trasformata, sotto ogni punto di vista, in edilizia “socievole”. Il punto – riassunto perfettamente dall’espressione inglese “social housing” – oggi non è tanto, o solo, offrire una casa a chi non se la può permettere, ma rispondere in modo diversificato a una domanda espressa dalla società a tutti i livelli – non solo dagli strati svantaggiati – e che si lega in modo inestricabile alle più generali trasformazioni che hanno coinvolto gli stili di vita e, per analogia, gli spazi urbani. Se ne parla al Cersaie in due distinti incontri, che si terranno nell’ambito del ciclo “Costruire, abitare, pensare”. Il primo, “Spazi urbani e migrazioni” – che avrà luogo mercoledì 29 settembre alle 9.30 alla Galleria dell’Architettura – vedrà gli interventi di Claudio Baraldi, preside della facoltà di Lettere e filosofia all’Università di Modena. La parola quindi a Michael Keith, ordinario di sociologia all’Università di Oxford e direttore di Compas (Centre of Migration, Policy and Society). Infine Vittorio Iervese, che insegna Sociologia dei processi culturali e Teoria e metodi della promozione culturale all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Interi quartieri che cambiano volto, nuovi cittadini che – lo si voglia o no – entrano a far parte del tessuto urbano, conferendo ad esso un’impronta nuova e indelebile. Nuovi edifici e quartieri, dunque, mentre le vecchie case, spesso gli stessi centri storici, si trasformano di pari passo con gli stili di vita degli abitanti. Mutevole per definizione, la città non è poi un mero insieme di abitazioni, ma anche il luogo dove si trovano gli spazi comuni, gli spazi di socialità, altra colonna portante del moderno concetto di social housing.
Vale la pena ricordare come il social housing abbia trovato una delle migliori realizzazioni nel concetto di co-housing, vera nuova frontiera dell’edilizia abitativa, dove anche il dogma di luogo privato in quanto distinto dal luogo pubblico, di sfera privata quale contrapposta alla sfera pubblica – riprendendo la celebre metafora di habermasiana memoria – diventa più sfumato e, in ultima istanza, obsoleto.
Spazi e servizi collettivi, insomma: non solo portici o cortili, ma vere e proprie porzioni di edificio che diventano il fulcro della casa dei “cohousers”, dai locali di servizio a quelli per le feste o in cui dedicarsi agli hobby, dalla sala giochi dei bambini alle camere da letto per gli ospiti, addirittura la cucina. Pionieri, da questo punto di vista, di nuove modalità di vivere l’abitazione, di intendere il concetto stesso di famiglia, i nordeuropei hanno all’attivo esperienze eccellenti in questo senso, che comportano importanti ricadute anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e, parallelamente, dei possibili vantaggi economici.
Ma a dire la verità quando si parla di social housing – ed eventualmente di co-housing che ne rappresenta una felice declinazione – si scontrano spesso due visioni del mondo, due modi di intendere gli spazi abitativi e gli stessi spazi urbani. Un dibattito stimolante e di altissimo livello che sarà oggetto dell’incontro “Social housing: micro e macro” che si terrà nella stessa giornata del 29 settembre alle 11, dopo l’incontro dedicato a spazi urbani e migrazioni.
Faccia a faccia, in questo caso, tra l’approccio high density dello studio olandese Mvrdv – rappresentato dall’architetto Natalie De Vries – e quello dell’italiano Cino Zucchi, che predilige un’idea di abitare basata sulla densità medio-bassa. A fare da moderatore, offrendo un ulteriore contributo alla discussione, il professor Fulvio Irace, architetto e docente al Polidesign, il Consorzio del Politecnico di Milano nato proprio con l’obiettivo di fornire risposte innovative in termini di progetti e proposte in un contesto tecnologico, produttivo e professionale in continua evoluzione.
Talmente in evoluzione che risulta difficile prendere le parti, a priori, per un determinato modello. Sullo sfondo, resta però una certezza: in un mondo in cui le nostre case saranno qualche cosa di diverso dal passato, in un mondo in cui, ad esempio, chi viaggia per lavoro, per turismo, chi vive un’esperienza di studio ma anche chi vuole farsi una famiglia, potrà disporre di nuove “case socievoli”, ci sarà sempre più bisogno di architettura, di professionisti dell’abitare disposti a misurarsi con queste nuove esigenze e offrendo di conseguenza risposte concrete e all’altezza delle aspettative.
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A Diary of an Exhibition | 28/07/2010 |
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Triennale Design Museum presenta A Diary of an Exhibition, il blog di Graphic Design Worlds, una grande mostra dedicata al graphic design internazionale contemporaneo che aprirà alla Triennale di Milano nel gennaio 2011.
Triennale Design Museum porta avanti in questo modo un percorso di ricerca, analisi, promozione e valorizzazione del design contemporaneo, iniziato con The New Italian Design (che nel 2007, proponendo una ricognizione del nuovo design italiano, aveva selezionato 22 progettisti nell’ambito del graphic design), allargando il proprio sguardo al panorama internazionale della grafica e ai suoi rapporti, scambi e influenze con quello italiano.
Curata da Giorgio Camuffo, Graphic Design Worlds offrirà una lettura originale dei molteplici e variegati mondi del graphic design.
Attraverso il lavoro, le storie, le visioni di graphic designer creativi internazionali e di giovani designer italiani, la mostra presenterà al grande pubblico la ricchezza di un fenomeno in transizione, sempre più intrecciato con diverse discipline e settori.
Online fino a dicembre 2010, A Diary of an Exhibition è il diario di bordo di Graphic Design Worlds. Interviste, immagini, video, testi offriranno uno sguardo unico del dietro le quinte, accompagnando il making of di questo evento.
Il blog diventerà inoltre uno strumento vivo e attivo per alimentare e arricchire il dibattito sulla grafica contemporanea.
Per ulteriori informazioni
http://triennaledesignmuseum.it/adiaryofanexhibition
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L'infinito paesaggio: dipinti inediti e recenti di Tullio Pericoli | 28/07/2010 |
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| | Tullio Pericoli 7189 - Colpo di vento, olio su tavola, 20x24,8, 2008 | |
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Il FAI – Fondo Ambiente Italiano - presenta la mostra L’infinito paesaggio di Tullio Pericoli, artista marchigiano, noto disegnatore e ritrattista: dall’8 ottobre al 7 novembre 2010, nell’elegante cornice di Villa Necchi Campiglio, proprietà del FAI nel cuore di Milano, saranno esposte quaranta fra le ultime creazioni dell’artista, di cui la metà assolutamente inedite.
In mostra l’ultima produzione artistica del pittore Tullio Pericoli, cui il FAI rende omaggio per il legame che unisce l’artista alla città di Milano e per il suo continuo e costante riferimento al paesaggio italiano, soggetto principe delle sue opere in un arco di oltre 40 anni di attività.
”L’attenzione per il paesaggio – racconta Pericoli - credo sia in gran parte dovuta al fatto che esso contiene una storia, una storia di cui siamo partecipi; ma è proprio il paesaggio ad offrirci questo senso di partecipazione. Quando ci troviamo davanti a un paesaggio che, per la sua grandiosità o bellezza, ci colpisce, la sensazione di piacere che proviamo deriva anche da un moto di appartenenza. Vogliamo esserne parte, percepiamo una sorta di unità con quello che vediamo, un’apparenza di totalità che in quell’istante sentiamo armonica.”
Il tema del paesaggio si lega anche all’iniziativa di raccolta fondi legata alla mostra: sarà possibile infatti acquistare le opere esposte a Villa Necchi e una parte dei fondi raccolti sarà devoluta al Bosco di San Francesco ad Assisi, bene tutelato dalla Fondazione, che durante tutto il 2010 è stato al centro delle attività che il FAI ha dedicato alla conoscenza e alla tutela del paesaggio italiano.
“L’infinito Paesaggio” dà il nome a una quarantina di opere di recentissima realizzazione, fra cui molti inediti, che rappresentano la riflessione dell’autore sulla propria produzione artistica, sintesi della sua opera precedente.
Durante il periodo della mostra il FAI organizza un ciclo di incontri sul paesaggio: tra i relatori Salvatore Settis, Cesare Segre, Giuseppe Barbera e Paolo Pejrone.
La mostra è corredata da un catalogo, a cura di Lucia Borromeo, responsabile scientifico del FAI, edito da Corraini Edizioni. L'allestimento della mostra è a cura di Gae Aulenti.
L'infinito paesaggio
Mostra di dipinti inediti e recenti di Tullio Pericoli
Villa Necchi Campiglio, Milano
8 ottobre - 7 novembre 2010
www.fondoambiente.it
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Concorso Agaf 2010: Architetture per Ferrara  | 27/07/2010 |
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AGAF, Associazione Giovani Architetti Ferrara con il patrocinio di GiArch (Coordinamento Nazionale dei Giovani Architetti Italiani), presenta l'edizione 2010 del concorso/premio "Architetture per Ferrara / da Ferrara" volto a premiare e far conoscere il lavoro di giovani progettisti che operano sul territorio della città di Ferrara (e dintorni) o il lavoro svolto da professionisti esterni sul territorio ferrarese.
Si tratta di una competizione aperta ai giovani progettisti (under 45) e agli studenti in architettura e ingegneria.
Gli elaborati dovranno rispondere a tre parametri fondamentali:
a. l’utilizzo di criteri di sostenibilità per la definizione della soluzione e nella scelta delle tecnologie, dei materiali e dei sistemi costruttivi (i criteri di sostenibilità seguiti dovranno fare riferimento a riconosciuti sistemi di valutazione esistenti, dichiarandone la fonte (ad esempio CASACLIMA, PASSIVHAUS, LEED, SACERT, MINERGIE, ecc.);
b. una attenzione importante ai criteri di efficienza energetica della soluzione, sia in termini di risparmi energetici conseguiti attraverso le soluzioni tecnologiche individuate che in termini di apporti energetici previsti attraverso l’applicazione di sistemi attivi. Dovrà essere documentata la classe energetica raggiunta o attesa dalla soluzione;
c. il progetto e/o il progettista (ovvero team di progettazione) dovranno essere in qualche modo legati al territorio Ferrarese o alle province ad esso limitrofe (Ravenna, Bologna, Modena, Mantova, Rovigo).
I progetti presentati potranno riguardare nuove costruzioni, ristrutturazioni e restauri, Concorsi e Tesi di laurea.
Calendario delle scadenze:
Termine per la richiesta di chiarimenti: 30 Agosto 2010.
Termine per la presentazione dei progetti: 30 Settembre 2010.
Selezione finale: entro il 15 Ottobre 2010.
Per ulteriori informazioni
www.agaf.fe.it
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OFFICINA AILATI: Work in progress verso il Padiglione Italia | 27/07/2010 |
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A Milano allo SpazioFMGperl’Architettura di Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti fino al 31 luglio è in programma la Mostra OFFICINA AILATI a cura di Luca Molinari e Simona Galateo, preludio all’esposizione del Padiglione Italia della 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia dal titolo AILATI.RIFLESSI DAL FUTURO.
OFFICINE AILATI presenta ed espone in anteprima il progetto SEASWARM: una potenziale soluzione al dramma del Golfo del Messico. SEASWARM è un progetto di Walter Nicolino dello studio carlorattiassociati e Carlo Ratti con Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology.
Seaswarm sarà poi esposto a Venezia, nella sezione Italia 2050 del Padiglione Italia, curata da Luca Molinari in partnership con Wired, l’autorevole periodico italiano dedicato alle grandi idee e alle tecnologie che cambiano il mondo.
In mostra sono consultabili anche i profili dei giovani Francesco Librizzi, Salottobuono e Tank Boys, tutti trentenni, che Luca Molinari ha chiamato a lavorare sull’allestimento del Padiglione Italia nell’ambito della più importante manifestazione dedicata all’architettura a livello mondiale.
A completare il percorso espositivo: il modello del logo della mostra AILATI che il Gruppo Iris Ceramica e GranitiFiandre realizzeranno con Active Clean Air & Antibacterical Ceramic™ nel giardino del Padiglione Italia della 12. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
OFFICINA AILATI: Work in progress verso il Padiglione Italia
a cura di Luca Molinari con Simona Galateo
SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA
fino al 31 luglio 2010
martedì-Venerdì, h.15.00-20.00
via Bergognone 27, Milano
www.spaziofmg.com
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Classificazione acustica degli edifici, pubblicata la norma UNI | 24/07/2010 |
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E' stata pubblicata la norma UNI 11367 "Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera".
Il governo in autunno provvederà a recepire la norma che prevede che dal 2011 per le case acquistate o vendute ci sia l'obbligo di certificazione acustica.
La certificazione sarà realizzata da specialisti del settore che eseguiranno un collaudo sull’immobile e assegneranno la classe di efficienza acustica all’appartamento.
La norma si applica a tutti i tipi di edifici, tranne a quelli ad uso agricolo, artigianale e industriale.
Sono previste quattro differenti classi di efficienza acustica: la classe 1 sarà riferita alla casa più silenziosa, la 4 a quella più rumorosa.
La certificazione acustica avrà una durata limitata e quindi andrà soggetta a rinnovo periodico.
Piero Torretta, presidente Uni sottolinea che ''la norma sulla classificazione acustica degli edifici si aggiunge a quella sulla certificazione energetica (e potrà essere integrata nel futuro da quella sulla sostenibilità) migliorando il quadro delle informazioni a disposizione dell'utente del bene edilizio". Quadro che "con il meccanismo della classificazione graduata, conferisce al bene edilizio un nuovo valore economico legato alla capacità dello stesso di soddisfare esigenze spesso immateriali dell'utilizzatore (comfort, privacy, emissioni co2, consumo materiali...)".
Approfondisci la norma UNI 11367
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