LA CONSERVAZIONE STRUTTURALE DEL PONTE DI RIALTO A VENEZIA

Sempre nell’ambito dei rinforzi strutturali, desideriamo condividere il progetto che Sika realizzò nel 2015, riguardante la conservazione strutturale del ponte di Rialto che è uno dei ponti più famosi al mondo e sicuramente quello più famoso di Venezia, meta ogni anno di centinaia di migliaia di turisti.

Il progetto elaborato per il restauro del Ponte di Rialto si fonda innanzitutto sulla consapevolezza del grande valore storico, architettonico, costruttivo e sul suo essere cuore e simbolo della città di Venezia.
Proprio per questi motivi, il progetto si è articolato su tre tematiche: il progetto architettonico generale, il progetto di conservazione materica e il progetto di consolidamento strutturale. Sika è intervenuta nell’ambito del progetto consolidamento strutturale, iniziato nel 2015.
L’obiettivo comune da perseguire è stato quindi il restauro, la manutenzione e il riordino complessivo della fabbrica del Ponte di Rialto, preservando la natura architettonica dei materiali originali e mettendo in atto soluzioni strutturali non invasive ma, allo stesso tempo, efficaci.
Si è cercato quindi di intervenire con la massima conservazione della materia, eseguendo solo le operazioni necessarie ad arrestare i fenomeni di degrado e attuando quei correttivi mirati a restituire l’immagine originaria del manufatto.

Sika è intervenuta con i sistemi di rinforzo strutturale in materiale composito FRP (SikaWrap®) per ripristinare la funzionalità strutturale e statica delle mensole e per ridare stabilità alle balaustre, arrestando ulteriori fenomeni di distacco e di rotazione. In particolare sono state utilizzate delle strisce di tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alta resistenza SikaWrap®-300C, impregnate in situ con la resina Sikadur®-330. Tali strisce sono state ancorate nelle parti terminali mediante dei connettori in fibra di carbonio SikaWrap® FX-50C, impregnati con Sikadur®-52 Injection ed inghisati con una resina epossidica di ancoraggio Sika AnchorFix®-3+. Tutto l’intervento rimane assolutamente non invasivo ed invisibile. L’applicazione del tessuto è stata eseguita con la tecnica dell’impregnazione a secco. Il Sikadur®-330 svolge le funzioni di primer, livellante ed impregnante.

I connettori in fibra di carbonio SikaWrap® FX-50C sono stati applicati secondo una speciale procedura messa a punto da Sika che consente l’installazione del connettore “tutto a umido”.
La procedura di applicazione dei sistemi di rinforzo prevedeva la realizzazione dei fori per l’ancoraggio dei connettori, la loro accurata pulizia, mediante aria compressa, il parziale riempimento del foro con Sika Anchorfix®-3+, il successivo inserimento del connettore in fibra di carbonio SikaWrap® FX-50C impregnato con Sikadur®-52 Injection e lo sfiocchettamento del connettore.
Successivamente si è completata la regolarizzazione superficiale delle superfici in pietra e la loro accurata pulizia. Si è quindi proceduto all’applicazione di uno strato di Sikadur®-330 sulla superficie da rinforzare ed in seguito si è applicata la striscia di tessuto unidirezionale in fibra di carbonio SikaWrap®-300C, precedentemente tagliata a misura e si è eseguita l’impregnazione del tessuto tramite rullatura.

ATTUALE QUADRO NORMATIVO PER I SISTEMI FRP NELL’AMBITO DEI RINFORZI STRUTTURALI FRP SU COSTRUZIONI ESISTENTI

Le NTC 2008 al §11.1, prescrivono che i materiali da costruzione innovativi non marcarti CE e non in possesso di un’ETA, debbano essere in possesso del CIT (Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego), rilasciato dal Servizio tecnico Centrale del CSLLPP. I sistemi di rinforzo FRP ricadono proprio in quest’ultimo caso.

Diventata obbligatoria dall’8 Luglio 2016, la “Linea Guida per la identificazione, qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti”, consente ai fornitori di sistemi di rinforzo FRP, di qualificare i propri sistemi e di ottenere il CIT. La Linea Guida riguarda solamente i materiali FRP costituiti da fibre lunghe di carbonio, vetro o aramide in una matrice polimerica termo-indurente.

Tutte le forniture in cantiere di materiali FRP, a partire dall’8 Luglio 2016, devono essere accompagnati dal CIT e rispettare tutte le indicazioni delle Linea Guida citate. I sistemi non in possesso di CIT non possono essere, quindi, commercializzati.

Una delle novità principali della Linea Guida FRP è l’introduzione di classi in base ai valori di modulo elastico e resistenza a trazione delle fibre sia per i materiali preformati (lamine pultruse), sia per quelli realizzati in situ (tessuti). Classi che sono concettualmente paragonabili a quelle, già note ai progettisti, in uso per gli acciai da costruzione. Ai progettisti basterà quindi prescrivere un sistema di rinforzo specificandone solo la classe. Il Direttore dei Lavori dovrà invece accettare in cantiere il sistema fornito, verificando che sia in possesso delle caratteristiche richieste in termini di documentazione e tracciabilità e accertare, tramite prove di accettazione, l’appartenenza del sistema fornito alla classe prevista dal progettista, secondo una procedura di qualificazione ed accettazione descritta nelle Linee Guida.

Sika ha qualificato i sistemi FRP preformati (linea Sika® CarboDur®) e sistemi realizzati in situ (linea SikaWrap®).

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