Walter Pichler, fondatore e guida della Stahlbau Pichler sul mercato delle costruzioni

Architetto Pichler, forse parlare di andamento di mercato con le notizie di recessione che giornalmente giungono non è il massimo, … 
“Ma ovviamente non tutti gli andamenti sono negativi.I periodi di crisi sono quelli che si superano attraverso slanci creativi, in cui il vecchio è destinato a sparire, sostituito da innovazioni.E se leggiamo l’attuale condizione socioeconomica da questo punto di vista, probabilmente siamo ad una svolta, almeno nel mercato di nostra competenza”. 
 
Stahlbau Pichler come risponde allora all’attuale momento? 
“Ho cercato di dare all’azienda una impronta fortemente creativa, perché è lo spazio che imprenditorialmente ho individuato e perché è il modus più connaturato alla mia professione.È chiaro che non possiamo e non vogliamo dire di no alle realizzazioni tecnicamente più semplici, nelle quali siamo comunque competitivi col prezzo, ma la caratteristica che distingue la mia azienda dai principali concorrenti, sta nella capacità di appassionarci di ciò che gli altri considerano “lavori difficili”. 
 
Ci può fare qualche esempio? 
“Una delle ultime realizzazioni è stata la sede Fater a Pescara, in cui Fuksas si è voluto divertire nel progettare una struttura particolarmente complicata, dove oltre 1000 nodi strutturali della facciata avevano forme e dimensioni differenti l’uno dall’altro, in cui cioè era necessaria una perizia di calcolo esasperante per non sbagliare, in cui il concetto di standardizzazione industriale veniva completamente annullato, e ce l’abbiamo fatta. Oppure pensi alla complessità del trampolino olimpico di Innsbruck, seguendo le esigenze di Zaha Hadid in condizioni geografiche non certo ideali.Le potrei citare decine di casi”. 
 
Queste che ha citato sono solo eccezioni nel panorama edilizio, ma non tutte le costruzioni sono così. 
“E’ vero. Se consideriamo quanto è utilizzato l’acciaio nell’edilizia in altri paesi europei, e se pensiamo che l’Italia seguirà modelli di altri stati, non possiamo che essere indotti a pensare che per il nostro mercato la controtendenza attuale non è un’occasione sporadica, ma una strada ancora tutta da percorrere.Vede, l’acciaio è un materiale straordinario con potenzialità enormi. È resistente, elastico, duttile, leggero. È straordinariamente bello, ed offre ai progettisti una libertà creativa che nessun altro materiale è in grado di dare.Per queste ragioni credo che un futuro in cui verrà utilizzato in edilizia molto più di altri materiali, non sia una cosa inaspettata.Pensi alle metropoli europee, a quali utilizzi straordinari sono realizzati in acciaio”. 
 
Architetto Pichler, cosa vi distingue dagli altri produttori di strutture in acciaio? 
“Posso affermare, senza falsa modestia, che siamo fra i pochi a poter garantire al committente ed al suo progettista una forza composta da professionisti sia nel campo delle strutture che delle facciate. Attraverso una concezione del costruire a secco e totalmente ingegnerizzata, il cliente ha così un unico referente che può sviluppare tutto il lavoro esecutivo, portarlo in cantiere e montarlo. Pensi in questo caso quanti vantaggi si ritrova: un unico interlocutore, nessuno che può scaricare le responsabilità su altri, economie di scala, coordinamento delle tempistiche di cantierizzazione, che poi si traducono in effettivo risparmio e responsabilizzazione, riduzione dei costi.Inoltre a noi offre l’orgoglio di essere i partner di costruzioni uniche e non i meri fornitori di semilavorati”. 
 
Fuori dall’Italia come vi state muovendo? 
“Abbiamo aperto da poco una filiale a Mosca, perché sentiamo una buona domanda delle nostre opere anche in quel mercato.È molto apprezzata la capacità creativa dove il fatto di essere italiani è un ottimo biglietto da visita, e, vantaggio per noi ulteriore, il tedesco è una lingua molto diffusa”.  

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