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23/10/2000

Caratteristiche e tipologie dei controsoffitti

Controsoffitto a maglia quadrata
Controsoffitto a maglia quadrata
Esempio di controsoffitto metallico (Sadi)
Esempio di controsoffitto metallico (Sadi)
Esempio di controsoffitto a doghe metalliche (Sadi)
Esempio di controsoffitto a doghe metalliche (Sadi)

Legati alle nuove necessità funzionali ed estetiche della progettazione, i controsoffitti sono sistemi flessibili che si addattano ad ambienti ufficio, loro campo di applicazione tradizionale, come ad altri tipi di spazi.

di: Massimiliano Molinari

Introduzione
Controsoffitti: caratteristiche e possibili usi

Le caratteristiche fondamentali dei controsoffitti come la fonoassorbenza, la possibilità di cablaggio, di contenimento delle canalizzazioni e di schermatura delle strutture del solaio hanno contribuito alla loro sempre maggiore affermazione nelle recenti realizzazioni. Il settore terziario, legato a criteri correlati alla frequente necessità di rinnovo dell’immagine aziendale e a requisiti funzionali, costituisce il settore privilegiato di utilizzo dei controsoffitti. Essi hanno tuttavia conosciuto un buon successo anche nel comparto residenziale e del recupero, per la capacità decorativa e di suggestione – spaziale e ornamentale – a cui spesso si rifanno i dettami dell’interior design. Caratteristiche quali semplicità di montaggio, flessibilità modulare, adattabilità e rapidità di posa unite a una vasta gamma di proposte e tipologie che rispondono anche alle recenti emanazioni in tema di sicurezza e prestazioni, ne fanno un prodotto destinato a mantenere l’attuale ampio consenso.
I controsoffitti sono definibili come sistemi di finiture tecniche a elementi modulari leggeri, generalmente ancorati a una struttura puntiforme e discontinua e definiti, non solo nell’aspetto esteriore, dalla tipologia del tamponamento che può essere realizzato in opera o semplicemente assemblando elementi prefabbricati. Il ricorso a questi ultimi permette l’ispezionabilità del volume, poiché il controsoffitto è dotato di giunti di connessione che determinano una chiusura di tipo discontinuo, mentre l’impiego di chiusure continue, cioè realizzate in opera, necessita della preventiva posa di una rete metallica o un graticcio di tipo Strauss fissati ad una struttura secondaria – aspetto che ne impedisce l’ispezionabilità – ai quali è applicato inferiormente uno strato di intonaco. Gli uffici e le strutture del terziario ne hanno, così, esplorato le potenzialità morfologiche, funzionari ed estetiche sia progettando e sperimentando differenti altezze e volumi sia intervenendo su forme (pannelli, doghe, lamelle, grigliati e cassettoni), colori e possibilità di finiture superficiali, valutate e scelte in base a determinate esigenze coerenti con il tipo di intervento. Inoltre questo settore ne ha compreso appiano le potenzialità legate alla creazione di un volume adatto ad alloggiare elementi impiantistici che necessitano di ordinaria manutenzione e di frequenti integrazioni e modifiche idonee al soddisfacimento delle prestazioni di volta in volta richieste.

Le Parti Costitutive della controsoffittatura
E’ possibile scomporre una controsoffittatura in alcune parti fondamentali. Il sistema è infatti formato da: uno strato di tamponamento, che è identificabile con il piano inferiore a vista solitamente formato da elementi modulari, lo strato primario di sostegno che coincide con l’orditura strutturale principale costituita da elementi che connettono il controsoffitto agli altri elementi dell’organismo edilizio e lo strato di distribuzione, composto dall’orditura strutturale secondaria formata dagli elementi di connessione tra struttura primaria ed elementi di tamponamento. Generalmente una serie di accessori completa il sistema del controsoffitto: cosi da un lato avremo scuretto, copriscuretto (elemento di connessione tra tamponamenti), pendino (elemento di sospensione),corrente perimetrale, elemento di raccordo e traverso, mentre dall’altro accessori incassati o aggettanti come corpi illuminanti, bocchette per impianti di condizionamento e griglie terminali per impianti.

La maglia modulare
Caratteristica e dimensioni

Tra i vincoli principali legati alla prefabbricazione per la realizzazione di controsoffitti è da tenere presente la dimensione della maglia modulare. E’ infatti necessaria la scelta di un modulo base in grado di vantare dimensioni sottomultiple rispetto a quelle dell’ambiente nel quale deve avvenire la posa, al fine di evitare eccessivi scarti di materiale sia per edifici di nuova costruzione sia per l’intervento sull’esistente, anche se solitamente il progettista è sopportato nella progettazione esecutiva da tecnici specializzati del produttore o dell’installatore.

La Classificazione
Tipologie diverse per usi differenti

Può essere utile analizzare le tipologie dei controsoffitti in base alla morfologia e ai materiali impiegati. E’ però utile far presente che gli elementi lamellari, grigliati e a doghe dei controsoffitti aperti, non sono assimilabili a quelli di tamponamento delle strutture chiuse poiché non creano un vano isolato e separato dall’ambiente, ma soltanto una schermatura visiva. Rispetto a una classificazione consueta e generalmente adottata avremo controsoffitti chiusi non ispezionabili (a pannelli), chiusi ispezionabili (a pannelli oppure a doghe) e aperti (lamellari, grigliati o cassettonati).

Controsoffitti chiusi non Ispezionabili
I controsoffitti chiusi non ispezionabili adottano pannelli in gesso o in legno e sono stati tipicamente impiegati in passato per controsoffitti di una certa importanza. Con essi vengono infatti realizzati controsoffitti a cassettoni o a volte e in tempi recenti adottati nelle sale per spettacoli pubblici grazie ai vantaggi estetici, al potere fonoriflettente e alla sicurezza garantita rispetto al fuoco (REI 240). Generalmente vengono utilizzati pannelli con spessori variabili da 30 a 50 mm e con peso intorno a 50 kg/ml. Le lastre sono appese al solaio con diversi sistemi (staffe o pendini) e prevedono guide nascoste e fughe tra giunti solitamente rasate, creando l’effetto estetico di un normale plafone anche se questo aspetto ne impedisce l’ispezionabilità.
Una variante è costituita da pannelli in gesso rivestito con dimensioni fino a 120×330 cm e spessori standard di circa 125 mm, spesso uniti a strati superiori coibenti in polistirene o poliuretano espanso. In questi prodotti la resistenza al fuoco è piuttosto scarsa (REI 15) mentre il potere fonoassorbente resta pressoché identico al gesso tradizionale. Anche in questo caso i giunti tra pannelli e tra questi e le pareti perimetrali sono sigillati con adesivi e in seguito rasati a gesso.

Controsoffitti ispezionabili
Una soluzione economicamente valida, ma di scarsa resa estetica, è la posa di controsoffitti ispezionabili, con l’utilizzo di profili a T rovesciata. L’evoluzione dei precedenti pannelli è l’adozione del gesso fibrorinforzato che ricorre all’uso di fibre minerali e vegetali in grado di conferire al pannello una maggior capacità di resistenza alle sollecitazioni meccaniche. Con questi si possono realizzare controsoffitti ispezionabili anche decorati, grazie alla buona lavorabilità dei materiali. Infine una ulteriore variante è costituita dall’adozione di agglomerati di fibre rinforzate e leganti che vantano prestazioni coibenti, acustiche e di resistenza al fuoco piuttosto interessanti. Realizzati con pressatura o getto in matrici stampate, i pannelli hanno numerose tipologie di finitura, colorazione e dimensione in grado di assecondare qualunque richiesta progettuale.

Controsoffitti a pannelli metallici
Differenti da quanto precedentemente analizzato sono i controsoffitti realizzati in pannelli metallici stampati e verniciati. Le caratteristiche di assorbenza acustica sono ottenute con l’impiego di uno strato funzionale fonoassorbente sovrapposto ai pannelli metallici che vengono inoltre trattati con microfori per attenuare la propagazione delle onde sonore. Costolature poste lungo i bordi e dotate di nervature irrigidiscono la struttura dei pannelli che vanta pesi piuttosto limitati e nell’ordine di 3-5 kg/ml rispettivamente per l’impiego di alluminio oppure acciaio. Hanno caratteristiche incombustibili anche se denunciano limiti rispetto alla resistenza al fuoco (REI 30) ma tuttavia sono particolarmente adatti ad ospitare vari accessori per illuminazione e impiantistica.
Una variante di questo tipo di controsoffittatura è rappresentata dalla tipologia a doghe, ottenute per trafilatura di alluminio o acciaio e preverniciata a fuoco. Le doghe possono essere scatolari oppure a canale: con le prime il controsoffitto si realizza per sovrapposizione dei bordi e ancoraggio a linguette di sostegno o profili, le altre vengono montate su profili a U rovescia permettendo lo smontaggio di singole doghe. Prestazioni fonoassorbenti, resistenza al fuoco e caratteristiche termiche sono analoghe a quelle dei pannelli metallici.

Controsoffitto aperto
La tipologia di controsoffitto aperta, permette, a differenza delle altre, la creazione di un semplice schermo visivo e non di un vero e proprio vano spaziale. Per questo tipo di realizzazioni il mercato offre principalmente controsoffitti lamellari, grigliati e cassettonati. E’ bene tenere presente, però, che le caratteristiche di assorbenza acustica sono piuttosto limitate: infatti solo la disposizione degli elementi è in grado di ridurre il fenomeno di risonanza acustica (con angolazioni inferiori a 45′) e pertanto si ricorre generalmente a isolanti applicati all’intradosso del solaio. Gli accessori sono incassati o posizionati sopra lo strato di tamponamento del controsoffitto. Nel caso di impiego di lamelle in metallo vale quanto detto per l’acciaio e l’alluminio riguardo a peso e caratteristiche generali. Sono dotate di nervature di irrigidimento e il passo tra lamelle contigue è pari alla loro dimensione in altezza così da creare la necessaria inclinazione visiva e acustica.

Controsoffitti cassettonati
I controsoffitti cassettonati sono costituiti da elementi di notevoli dimensioni e ancorati al solaio con pendini. Questo tipo di controsoffitto possiede caratteristiche di elevata resistenza meccanica. Le prestazioni fonoassorbenti sono ottime, mentre la resistenza al fuoco e le prestazioni isolanti dipendono dal materiale adottato e dagli strati funzionali componenti il sistema. I grigliati, ultima tipologia da analizzare, sono costituiti da una maglia alveolare che adotta, come materiali principali il legno, l’alluminio o l’acciaio.

Controsoffitti grigliati
I grigliati metallici sono i controsoffitti più diffusi e si trovano già assemblati in moduli oppure in elementi lineari da montare in cantiere. Sono solitamente appesi a una struttura di supporto o direttamente al solaio e prevedono la posa degli accessori sopra il piano di tamponamento o mediante l’inserimento negli spazi creati dalla maglia alveolare. 1 diversi sistemi presenti sul mercato e le ampie possibilità di scelta ne fanno quindi un prodotto di larga diffusione che in tempi recenti, grazie all’impegno costante nei confronti della salubrità degli ambienti domestici e di lavoro, ha saputo rinnovare la tipologia delle materie prime impiegate – abbandonando progressivamente amianto e lana di vetro – e modificare alcune fasi del processo produttivo facendone un prodotto rispondente alle attuali esigenze e richieste del mercato.

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