Dubai, gli investitori italiani non temono la crisi

Scommette in un “ampliamento del settore turistico” Costa Crociere, che è stato il primo operatore internazionale a organizzare viaggi per mare nel Golfo, con base a Dubai. “Aggiungeremo altre due navi -spiega a IGN, testata on line del Gruppo Adnkronos, il vicepresidente Corporate Marketing e Comunicazione, Fabrizia Greppi – per questo inverno rispetto a quello dell’anno precedente. Saranno più grandi per poter rispondere all’interesse verso questa destinazione che cresce sempre più. E poi non è da sottovalutare il fatto che il governo locale continua a voler investire sul turismo”.
Nessuna paura a Maranello. La storica Rossa ha da sempre puntato sul mercato degli emirati arabi che, secondo quanto riferisce a Ign la portavoce della Ferrari, Mariella Mengozzi, “viene considerato ancora come un’area di crescita”. “I nostri modelli vanno alle classi sociali più alte -spiega- e quindi credo che non risentiremo della crisi”. In più, fa notare, il prossimo anno ci sarà il gran premio di Formula 1 ad Abu Dhabi e sarà un elemento di attrazione in più per questo Paese. “Nell’area dell’Africa e del Medio Oriente -aggiunge- sono state consegnate 335 vetture nel 2007 con una crescita del 35% rispetto al 2006”.

Non si fermano gli investimenti neanche nel settore dell’edilizia, tra quelli maggiormente esposti a eventuali ripercussioni della crisi finanziaria. La Todini Costruzioni, per esempio, ha firmato un appalto da 83 milioni di euro per la realizzazione di uno svincolo stradale nel centro della città. I lavori sono già iniziati. “Mi chiedo se non siano soltanto voci rimbalzate sulla stampa italiana ed estera” dice a IGN il presidente della holding, Luisa Todini. “Noi non siamo preoccupati perché -spiega l’imprenditrice umbra- il nostro è un cliente pubblico solido. Certo bisognerà capire se questi ‘rumours’ corrispondono o meno a verità. Si parla tanto del rischio che le gru si possano fermare nella città, che ha investito soprattutto in attività finanziarie per la minore presenza di scorte petrolifere, ma è difficile valutare se si tratta di un pericolo reale”.

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