La riforma del Codice Appalti: solo poche modifiche

Entrambe le commissioni hanno riconosciuto che non ci sono i tempi per una proposta articolata di modifica e hanno dato il via libera al minidecreto che, di fatto, contiene solo piccole correzioni e rettifiche.
Ma la commissione Ambiente della Camera ha posto come condizione di cominciare a lavorare da subito a un secondo decreto correttivo “con ulteriori e più complessivi interventi di riordino”.
“Dopo un ciclo di audizioni – spiega Tino lannuzzi (Ulivo) relatore del parere – presenteremo un atto di indirizzo al ministro”. Del resto, era stato lo stesso Di Pietro durante un’audizione in questa commissione a sollecitare “suggerimenti e proposte per interventi di riforma successivi del Codice”.
Nessuna condizione ma solo osservazioni invece per il parere della commissione Lavori pubblici del Senato, messo a punto da Antonino Papania (Ulivo).
Il Senato si è occupato in particolare della pubblicità dei bandi e ha chiesto di sopprimere la possibilità che la pubblicazione su Internet sostituisca quella cartacea.
Resta ora da capire se gli istituti del codice sospesi fino al 3 gennaio, in attesa di modifiche che non arriveranno in tempo, subiranno o no una ulteriore proroga

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